Storia della serie A: il massimo campionato italiano, tra passato e presente

“Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio”: a sostenerlo era Albert Camus, scrittore, filosofo, giornalista ed attivista politico francese che, in una sola frase, è stato capace di sintetizzare il concetto che il calcio – per tanti tifosi – è sinonimo di felicità. In Italia è lo sport principale e, da nord a sud, negli stadi si assiste, ogni domenica, al trionfo dei propri colori sociali per onorare la serie A.

121 anni e non sentirli: questa l’età della serie A che, nonostante abbia un certificato di nascita datato 1898, ancora oggi mantiene inalterati il suo splendore e la sua capacità di coinvolgimento di uomini, donne, bambini, anziani che, grazie alle proprie squadre del cuore, gioiscono, piangono, sorridono e provano un mix di emozioni forti e che solo il calcio italiano è capace di regalare.

Ma la storia della serie A si snocciola attraverso una miriade di eventi e compagini che hanno portato l’Italia ad essere considerata, da tantissimi calciatori, terra promessa di sogni e speranze. Ed allora, immergersi in un excursus storico sarà fondamentale per rivivere le emozioni dal momento della nascita della massima serie fino ai giorni nostri. 121 anni di colori, 121 anni di successi, 121 anni di serie A.

Storia della serie A: la nascita del calcio italiano

I Primi anni della serie A e la Grande Guerra

il 1898 inaugura la nascita del calcio italiano della massima serie ed incorona il Genoa Cricket and Football Club come la regina del primo campionato di serie A. Il dominio della squadra ligure si ripete nelle successive 6 stagioni per altre 5 volte, serie positiva interrotta esclusivamente dalla vittoria da parte del Milan nel campionato del 1901. Fino al 1905, la compagine rossoblù è rimasta capolista in serie A, mentre la Juve ha messo la firma sul suo primo scudetto solo nel 1906, per poi cedere il titolo nuovamente al Milan nelle due stagioni successive del campionato di massima serie.

Intanto, nel panorama calcistico italiano aveva cominciato a dettare legge la Pro Vercelli che, a partire dal 1908 fino al 1922, conquistò ben 7 scudetti, fermo restando che la massima serie italiana subì lo stop obbligato dal 1915 fino al 1919 a causa dello scoppio della Grande Guerra.

Naturalmente, la composizione della prima massima serie contava pochissime partecipanti ma, superato il periodo buio della guerra, nacque anche un’apposita federazione alla quale venne demandato il compito del coordinamento e del controllo della serie A, affinché il campionato potesse svolgersi normalmente e nel rispetto delle regole.

Gli anni ’30,’40 e ’50

Durante gli anni ’30, il calcio italiano spopola ed è la Juventus guidata da Carlo Carcano a portare a casa per cinque volte consecutive lo scudetto, dal 1930 al 1935. Nei cinque anni successivi è il Bologna a dettare legge sulle concorrenti ed a vincere il campionato per quattro volte. L’annata 1942-1943 è quella dell’indimenticabile Grande Torino che, oltre ad inanellare vittorie su vittorie, viene ancora oggi ricordato ed onorato per la tragedia aerea che, nel 1949, costò la vita a tutti i giocatori granata.

A fare da sfondo agli anni ’50 i successi di Milan e Juventus che duellano nella massima serie a colpi di scudetto ed inaugurano quella che, con il passare del tempo, si è confermata storica rivalità tra i bianconeri ed i rossoneri e tra la Torino e la Milano calcistiche. In questo periodo, la Vecchia Signora arriva a toccare quota 10 titoli da vincente in serie A ed il Milan di Andrea Rizzoli, in 8 campionati, si cuciva lo scudetto sul petto per ben 4 volte.

L’avvento della televisione, tra l’altro, porta tutti gli italiani allo stadio attraverso lo schermo e determina anche un boom del calcio italiano, con la domenica, dedicata chiaramente alla serie A, appuntamento fisso con trionfi e sconfitte.

Gli anni ’60, ’70 ed ’80

Gli anni 60 si colorano di nerazzurro con la Grande Inter che domina il panorama calcistico italiano, mentre il successivo ventennio mette tanta carne al fuoco per quanto ingaggi milionari ed un sistema mediatico che trova – proprio nel calcio – terreno fertile per incrementare a dismisura il numero dei lettori, radioascoltatori e telespettatori tifosi e provenienti da tutta Italia.

Cagliari, Lazio, Torino e Juventus sono le protagoniste degli anni ’70 con la squadra bianconera che, nell’ormai lontano 1976, diede il benvenuto a Giovanni Trapattoni, con il quale la squadra torinese batterà la concorrenza a suon di successi che le hanno consentito di ricevere anche la seconda stella.

Il 1980 è l’anno dalla doppia faccia: da un lato il calcio italiano della serie A è messo in ginocchio dallo scalpore che si era creato intorno al mondo delle scommesse e che aveva fatto gridare allo scandalo” alla vergogna , dall’altro lato l’arrivo in Italia del “Pibe de oro” che regala al Napoli un pezzo di storia. Diego Armando Maradona traghetta un’intera città verso la conquista di due scudetti storici, in annate in cui Milano era sede in cui si macinava calcio – spettacolo grazie ad Inter e Milan.

Gli anni ’90 ed il nuovo millennio

Il nuovo decennio incide nella storia calcistica i nomi di Roberto Mancini e Gianluca Vialli che regalano lo scudetto alla Sampdoria, sulla panchina della quale sedeva Vujadin Boskov. Intanto, gli anni ’90 ripropongono il big match di serie A con il duello in campo tra Milan e Juve, tra Fabio Capello e Marcello Lippi.

La squadra rossonera domina la prima parte del nuovo decennio. La seconda parte degli anni ’90 è tutta bianconera ed il dominio è quasi incontrastato anche per gli anni successivi che, solo nel 2000 e nel 2001, hanno fatto perdere a Torino lo scudetto per portarlo nella Capitale prima con la vittoria del campionato da parte della Lazio e poi della Roma.

Calciopoli

Parentesi a parte è quella intitolata in tutto il mondo “Calciopoli” che ha portato agli onori della cronaca la parte oscura e vergognosa del calcio italiano e del suo massimo campionato, del quale – al di là di ogni colore – ne è stata infangata la gloriosa storia.

La Juventus è condannata alla cadetteria e orfana di due scudetti: infatti viene revocato quello conquistato nella stagione 2004/2005, mentre quello vinto nella stagione successiva va a prendere posto sulla maglia nerazzurra dell’Inter, quell’anno arrivata seconda con Roberto Mancini sulla panchina della squadra milanese che si consacra al mondo con la conquista di ben 5 campionati consecutivi e la vittoria del Triplete nel 2010, guidata dal condottiero, soprannominato “lo special one”, Jose Mourinho.

Lo scudetto rimane a Milano nel 2011 ma, grazie all’allenatore Massimiliano Allegri si veste di rossonero ma le milanesi salutano i rispettivi presidenti: Silvio Berlusconi lascia il Milan e Massimo Moratti lascia l’Inter. Ed il resto è solo bianconero con la Juventus che centra l’obiettivo dello scudetto per ben 8 stagioni consecutive.

2006: la serie A da Coppa del Mondo

Una parentesi a parte merita il 2006, anno della conquista di Berlino e della 4ª Coppa del Mondo da parte della Nazionale Italiana guidata da Marcello Lippi che, aveva raggiunto la Germania in preda alla crisi del calcio italiano segnato da Calciopoli che aveva affossato in particolare la Juventus.

Tantissimi giocatori juventini vestivano la maglia azzurra e, tra le polemiche, le accuse, le dita puntate contro e le critiche, l’Italia arriva in semifinale contro i tedeschi che, chiaramente, giocavano in casa e alla vigilia del Mondiale si erano resi protagonisti di uscite infelici e titoloni dei giornali nazionali con i quali attaccavano gli azzurri di Lippi. Grosso e Del Piero misero a tacere i cugini teutonici nei minuti finali del secondo tempo supplementare e traghettarono la nazionale italiana alla finalissima contro i cugini francesi.

9 luglio 2006. Olympiastadion. Berlino: Italia – Francia termina 1-1, Zidane viene espulso per l’ormai famosa testata rifilata a Materazzi che aveva provocato il rigore a favore dei francesi e aveva trovato il riscatto con un colpo di testa con cui aveva ripristinato la parità. Supplementari. Rigori.

Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero tutti a segno. Il mondo assiste alla traversa di Trezeguet e Grosso porta l’Italia sul tetto del mondo. La vittoria ai Mondiali cala il sipario su una pagina brutta della storia del calcio di serie A ed inaugura una nuova era per la massima serie.

Allenatori vincenti: il podio dei tricolori

Dopo questa panoramica sulla storia della serie A, è bene dedicare un focus agli allenatori vincenti, stilando la classifica di coloro che hanno conquistato il maggior numero di tricolori.

  1. Giovanni Trapattoni = 7 Scudetti – È il mister più vincente della storia calcistica di Italia. Sei gli scudetti vinti la Vecchia Signora ed uno con l’Inter.
  2. Massimiliano Allegri = 6 scudetti – Sul podio sale anche Massimiliano Allegri che conquista la medaglia d’argento con 5 tricolori juventini ed 1 milanista
  3. Marcello Lippi e Fabio Capello= 5 scudetti – Pari merito per due allenatori considerati mostri sacri del calcio italiano. Tutti gli scudetti conquistati da Lippi sono bianconeri (Juventus) mentre Capello ha portato sul tetto d’Italia per ben 4 volte il Milan ed 1 volta i giallorossi della Roma.

Calciatori vincenti: scudetti da podio

Dopo gli allenatori, passiamo ai calciatori più vincenti della storia della serie A, indicando la classifica di colori che hanno vinto il maggior numero di scudetti.

  1. Gigi Buffon = 9 scudetti – Con una media impressionante di uno scudetto ogni due anni, Buffon – tra i pali – è stato 9 volte campione d’Italia.
  2. Giuseppe Furino, Giovanni Ferrari e Virginio Rosetta/Andrea Barzagli, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini =8 scudetti
  3. Roberto Bettega, Alessandro Costacurta, Ciro Ferrara, Paolo Maldini, Claudio Marchisio e Gaetano Scirea = 7 scudetti

Albo d’oro Serie A: dal 1898 ai giorni nostri. Aspettando il 2020

1898 Genoa
1899 Genoa
1900 Genoa
1901 Milan
1902 Genoa
1903 Genoa
1904 Genoa
1905 Juventus
1906 Milan
1907 Milan
1908 Pro Vercelli
1909 Pro Vercelli
1909-10 Ambrosiana Inter
1910-11 Pro Vercelli
1911-12 Pro Vercelli
1912-13 Pro Vercelli
1913-14 Casale
1914-15 Genoa
1919-20 Ambrosiana Inter
1920-21 Pro Vercelli
1921-22 Pro Vercelli e Novese
1922-23 Genoa
1923-24 Genoa
1924-25 Bologna
1925-26 Juventus
1926-27 Torino
1927-28 Torino
1928-29 Bologna
1929-30 Ambrosiana Inter
1930-31 Juventus
1931-32 Juventus
1932-33 Juventus
1933-34 Juventus
1934-35 Juventus
1935-36 Bologna
1936-37 Bologna
1937-38 Ambrosiana Inter
1938-39 Bologna
1939-40 Ambrosiana Inter
1940-41 Bologna
1941-42 Roma
1942-43 Torino
1945-46 Torino
1946-47 Torino
1947-48 Torino
1948-49 Torino
1949-50 Juventus
1950-51 Milan
1951-52 Juventus
1952-53 Inter
1953-54 Inter
1954-55 Milan
1955-56 Fiorentina
1956-57 Milan
1957-58 Juventus
1958-59 Milan
1959-60 Juventus
1960-61 Juventus
1961-62 Milan
1962-63 Inter
1963-64 Bologna
1964-65 Inter
1965-66 Inter
1966-67 Juventus
1967-68 Milan
1968-69 Fiorentina
1969-70 Cagliari
1970-71 Inter
1971-72 Juventus
1972-73 Juventus
1973-74 Lazio
1974-75 Juventus
1975-76 Torino
1976-77 Juventus
1977-78 Juventus
1978-79 Milan
1979-80 Inter
1980-81 Juventus
1981-82 Juventus
1982-83 Roma
1983-84 Juventus
1984-85 Verona
1985-86 Juventus
1986-87 Napoli
1987-88 Milan
1988-89 Inter
1989-90 Napoli
1990-91 Sampdoria
1991-92 Milan
1992-93 Milan
1993-94 Milan
1994-95 Juventus
1995-96 Milan
1996-97 Juventus
1997-98 Juventus
1998-99 Milan
1999-00 Lazio
2000-01 Roma
2001-02 Juventus
2002-03 Juventus
2003-04 Milan
2004-05 Juventus (Revocato)
2005-06 Inter
2006-07 Inter
2007-08 Inter
2008-09 Inter
2009-10 Inter
2010-11 Milan
2011-12 Juventus
2012-13 Juventus
2013-14 Juventus
2014-15 Juventus
2015-16 Juventus
2016-17 Juventus
2017-18 Juventus
2018-19 Juventus
2019-20 Juventus